Che i tre punti servissero sembrava scontato, ma che dopo una serie di risultati soddisfacenti erano necessari era quasi totalmente certo.Dopo la lunga settimana ligure caratterizzata da un ritiro più che profiquo, gli etnei cercavano disperatamente le tre lunghezze per esonerarsi da quella salvezza ostacolata da inizio campionato. Il Massimino, affamato da due settimane delle impronte sul campo dei tacchetti magici attendeva il suo padrone. Padrone “sorvegliato” da un certo Sinisa Mihajlovic il quale, ricco di testardaggine, vuole portare la squadra rossoazzurra in vantaggio sui parmigiani. Non un’impresa facile contro un Parma determinato e preciso fin’ora: nono in classifica ad una sola lunghezza dall’Europa League. Con la neopromossa Mihajlovic opta per Ricchiuti che sostituisce l’ex-titolare Izco il quale tanto aveva ben figurato nelle ultime partite. Guidolin invece è a corto di giocatori poichè squalificati Galloppa, Lanzafame e Zaccardo con i caduti in guerra Paloschi e Zenoni. Insomma, tutto (o quasi) a favore della formazione locale che ha dalla propria parte campo, tifosi e Sant’Agata che a quasi due settimane dalla sua ricorrenza si fa sentire.

Parte con la terza marcia il CT che già al 15′ esalta i suoi. Cross di Llama, inserimento di Topolinik e “pof” come d’incanto il Catania riesce a gasarsi. Bello il cross pennellato di “Duracell”, spettacolare l’inserimento decisivo di Mascarinho.

A metà primo tempo il Catania esplode. Dalla stessa bandierina Llama pennella un altro cross, intanto Spolli viene messo giù da Panucci; tutto sotto l’occhio da falco di Gervasoni che decreta il rigore etneo. Mascara al dischetto, atmosfera d’incanto accompagnata dal rullo di tamburi immaginario nella mente dei tifosi di tutto il Cibali. Tutto sarà inutile perchè Mascara sprecherà il penality calciando eccessivamente a destra (centrando magari uno dei tanti cameraman che svolgeva pacificamente il suo lavoro)…

Al 38′ minuto interviene la sfortuna che agguanta il pallone stoppato da Mascara a centro area per Ricchiuti il quale tira splendidamente, il tutto sarà parato da Mirante che devierà sulla faccia del palo (salvando la propria).

Si conclude così un primo tempo bello da vedere, entusiasmante ed emozionante almeno per i seguaci e gli appassionati dei colori rossoazzurri. Il Parma non ha effettuato nessun tiro, sta di fatto che Andujar è più nervoso per gli innumerevoli caffè presi che per l’ansia pre-brivido. Prime emozioni vissute che però devono essere dimenticate, una distrazione potrebbe essere fatale alla distruzione totale (questione nata anche dalle occasionissime sprecate).

Dopo la pausa panino, Panucci ha ancora fame. Punizione lontana dallo specchio della porta circa quaranta metri, quasi impossibile da centrare ma sarà stato il forte istinto a dar quel colpetto decisivo alla palla la quale impensierisce di molto Andujar che risponde con il tocco che farà sbattere la sfera fortuitamente contro la traversa.

Dodici minuti dopo, al 25′, si farà sentire anche colui che Angelo Scaltriti chiamerebbe “El taliento celeste” meglio riconosciuto come Malaka accompagnato dall’epiteto “gamba ballerina” che su suggerimento di Mariano Julio Izco ha prima il tempo di smarcarsi della difesa parmigiana, poi di fare una veronica senza pallone e infine di sganciare il colpo letale che fora la pietà verso Mirante.

Il Parma non vuole starci e dopo cinque minuti, in vista del triplice fischio, cerca di impegnare Andujar. Per la seconda volta il portiere argentino viene costretto alla presa in tuffo, tutto causato da Amoruso che in qualche modo riesce ad agganciare il pallone in cross con un colpo di testa bloccato dal talento sudamericano.

Al 31′ Capuano affonda il gioco sulla fascia sinistra come un razzo e intanto il neo entrato Morimoto si posizionava per il sigillo finale in area di rigore, lì, ad aspettare che il siluro entrasse nell’orbita dell’area di rigore per aspettare che si doppiasse in mille pezzi, tra cui uno solo sferico veniva attratto dai piedi di un talento dalle 1000 stelle in bocca. Stelle in bocca provocate dalla gioia di un’altra meraviglia portata dal solito maremoto di torno.

Inutile al 42′ l’ennesimo tentativo (stavolta di Mascara), da punizione che magari non fa altro che ribeccare lo stesso fotografo che aveva centrato precedentemente a causa del rigore sbagliato.

Si conclude così un’altra gioia, fatta dalle piccole cose e dal talento dell’ “m al quadrato”. A questo punto Maxi Lopez acquistato pochi giorni fa in tribuna si mangiava le unghia pensando fra sè e sè: “Chissà se un posto per me ci sarà”. Tutto impostato da lui: quarta punizione spettacolare di Mihajlovic a Catania!

Un Parma invece svogliato, da Parmigiano la difesa diventa più Emmenthal, con i soliti roditori affamati di gloria. Parma che non vince dal 13 dicembre, forse qualcosa non va, forse è solo una nuvola di passaggio ma l’importante e che ci sia il Sole per l’ambiente gialloblu…

Gianluca Martucci