I terroristi utilizzano Internet per comunicare, riciclare denaro, ma anche e soprattutto per cercare proseliti. Lo ha detto il direttore della polizia delle telecomunicazioni, Domenico Vulpiani, a margine del primo meeting europeo tra le forze di polizia e il mondo bancario e finanziario in corso a Roma. “La rete – ha spiegato – viene usata dai terroristi come mezzo di comunicazione, perché grazie a Internet non c’é più bisogno di incontrarsi, ma si può comunicare da un capo all’altro del mondo”. Ma non solo. Secondo Vulpiani, infatti, il vero ‘potere’ di Internet si trova nel fatto che attraverso la rete si possono sviluppare azioni di proselitismo e capire in tempo reale il tipo di consenso che si può ottenere. “Attraverso Internet – ha spiegato – ci si può contare esaminando i contatti e le visite che arrivano sul sito, sapendo così che tipo di consenso si può avere in tempo reale”. La rete inoltre non ha filtri, come accadeva in passato con i mass media. “Nel periodo delle BR, ad esempio – ha detto Vulpiani – ci fu l’oscuramento volontario da parte della stampa di tutti i loro messaggi: questo adesso, con Internet, non sarebbe più possibile. Oggi se qualcuno vuole lanciare un messaggio politico anche forte, come il fondamentalismo islamico o le organizzazioni di estrema sinistra o naziste, lo può fare e tutti possono accedervi ed eventualmente aderire”. Per quanto riguarda il riciclaggio, uno dei temi al centro dell’ incontro di oggi, Vulpiani ha spiegato che, anche in questo caso, “l’avvento di Internet ha modificato la tradizionale attività di trasmissione dei capitali rendendo tutto più semplice e più nascosto e favorendo così nuove forme di riciclaggio”.

Deo Deeso, “Medio” n. 111 del 27 Novembre 2001